Blog

Diventare copywriter: la mia scelta etica

Lavorare con le parole significa prendersi cura dei testi, renderli comprensibili, usare un linguaggio semplice e inclusivo.

Ma saper scrivere bene non basta.

In questo lavoro serve sensibilità, curiosità ed empatia. Diventare copywriter per me è stata una conseguenza naturale dell’aver fatto rientrare la scrittura nella mia vita e mi domando sempre perché non l’ho fatto prima.

Ho iniziato con piccole collaborazioni, ho scritto di ogni tipo di argomento e ho abbracciato ogni progetto con serietà ed entusiasmo.

Poi ho cominciato ad andare più a fondo.

Mi sono iscritta all’università, ho seguito corsi di copywriting, di grafica, di personal branding.

Ho iniziato a costruire la mia professionalità, ho aggiornato il curriculum, il portfolio.

Ho creato il mio sito scegliendo font e colori che mi facessero sentire a mio agio e che fossero in grado di rappresentarmi.

Lo scoglio più grande è stato capire che tipo di copywriter volessi diventare e per chi volessi scrivere. Questo è stato il momento più difficile, raggiungere la consapevolezza.

Per trovare la mia strada mi ha aiutata molto il libro “Design your life” suggerito da Francesca Parviero che mi ha fatto capire non solo come progettare la mia vita, ma anche come dare un senso alle mie passioni, preferenze e inclinazioni personali.

Sono partita dai valori in cui credo e dal mio desiderio di aiutare, di fare la differenza.

Ho così deciso di orientare le mie collaborazioni e i miei servizi verso aziende etiche e associazioni no profit che condividono i miei stessi valori.

Vorrei dare il mio contributo alla crescita di aziende e associazioni che hanno una storia di valore da raccontare e vorrei farlo trovando per loro le parole più adatte, quelle che siano in grado di far emergere la loro unicità.

La mia sensibilità verso temi come l’ambiente, l’ecosostenibilità, la valorizzazione del territorio ma anche l’emancipazione femminile, mi ha portato a fare questa scelta etica e consapevole che abbraccia appieno i miei valori e i miei ideali.

Photo by Adrienne Andersen on Pexels.com

NEWSLETTER EFFICACE. CREA UN APPUNTAMENTO CON IL TUO LETTORE

“Scrivere è come correre da un innamorato”.

Questa frase, tratta dal libro “Amata scrittura” di Dacia Maraini (libro al quale ho dedicato anche un articolo), incarna quello che per me rappresenta l’appuntamento con i lettori di una newsletter aziendale.

La newsletter aziendale è una risorsa molto utile da inserire in una strategia di content marketing, ma, come ogni strumento di comunicazione, deve essere pianificato e realizzato con cura.

Prima di creare una newsletter aziendale bisogna avere la certezza di poter soddisfare questi due requisiti:

  • Poter condividere contenuti di valore con il proprio pubblico
  • Rispettare l’appuntamento con i propri lettori

Una newsletter di valore offre ai propri lettori contenuti e approfondimenti di qualità e rappresenta un appuntamento con il proprio pubblico che non può essere disatteso per nessuna ragione.

Per questo motivo prima di buttarsi in questa avventura bisogna avere le idee molto chiare e la determinazione di gestire la newsletter con cura e attenzione.

Perché creare una newsletter aziendale

Una newsletter aziendale è uno strumento molto utile per mantenere un dialogo con il proprio pubblico condividendo con lui contenuti e risorse di valore.

La newsletter è un appuntamento con la propria community, un metodo efficace per informare, intrattenere e ispirare chi segue il brand.

Grazie a questa risorsa si possono promuovere i propri beni e servizi, informare il proprio pubblico circa le novità e gli eventi aziendali e fidelizzare i clienti condividendo con loro risorse gratuite, buoni sconto e offerte.

Creare una newsletter rafforza il legame con la propria community e aiuta il brand a fidelizzare nuovi utenti.

Come creare una newsletter efficace

La newsletter, come ogni altro strumento di marketing, deve essere ben integrata nella strategia di comunicazione aziendale.

Una newsletter efficace deve:

  • essere curata sia nei contenuti che nella forma
  • deve essere riconoscibile.

I contenuti devono essere di qualità e devono portare valore a chi li riceve. Questo permette di instaurare un legame profondo con il lettore e di creare un appuntamento fisso al quale lui non vorrà più rinunciare. Per l’azienda questo significa fidelizzare il proprio pubblico e acquisire nuovi contatti di qualità.

La forma della newsletter non può prescindere da alcune caratteristiche particolari:

  • Una grafica curata
  • Font, colori e tono di voce che richiamino quelli del brand
  • Oggetto e titolo accattivanti
  • Un corpo della mail ben strutturato, breve e conciso
  • Una call to action finale

Infine, cosa significa “essere riconoscibile“? Significa che la newsletter deve parlare dell’azienda, che quando i lettori la ricevono devono essere in grado di riconoscere il brand dal quale proviene.

Per questo è importante rispettare il tono di voce ma anche i colori e font utilizzati dal brand.

Cosa scrivere nella newsletter e ogni quanto va inviata

Come abbiamo detto in precedenza, la newsletter deve contenere argomenti e risorse utili per il proprio pubblico.

Inviare una mail sciatta e con un contenuto scarno equivale a non inviarla e può causare un danno d’immagine all’azienda. Per questo motivo la newsletter deve essere pensata e curata nei minimi dettagli.

Per quanto riguarda la frequenza di invio, questa dipende da una scelta aziendale. Tuttavia, sempre per il discorso della condivisione di contenuti di valore, è meglio inviare una newsletter mensile che sia coinvolgente e in grado di ispirare il proprio pubblico che inviarne una a settimana priva di valore.

I tool

Fra gli strumenti utili per la creazione e l’invio delle newsletter ci sono Mailchimp e 4Dem. Entrambe le piattaforme sono ricche di funzionalità, risorse utili e piani adatti a tutte le esigenze. Gli strumenti per la creazione e l’invio delle newsletter consentono inoltre di monitorarne i risultati. Questi dati sono essenziali per la pianificazione e l’elaborazione della strategia di comunicazione aziendale.

newsletter
Photo by Karolina Grabowska on Pexels.com

IL PIANO EDITORIALE: PERCHÉ É UNA RISORSA COSÌ UTILE?

Una buona strategia di content marketing non può prescindere dalla realizzazione di un piano editoriale accurato. Il piano editoriale permette di pianificare la pubblicazione dei contenuti sulle varie piattaforme in un determinato arco di tempo.

Questo strumento è una risorsa fondamentale per organizzare i contenuti da pubblicare seguendo le linee guida della content strategy aziendale.

L’importanza di un ped realizzato con cura consente di condividere contenuti di valore con i propri utenti aumentando la loro fiducia nel brand e permette inoltre di acquisire nuovi contatti di qualità.

Cosa sapere prima di realizzare il ped

Prima di passare alla realizzazione del piano editoriale bisogna conoscere i prodotti e servizi che si mettono a disposizione degli utenti, il proprio pubblico di riferimento, gli obiettivi e i dati statistici provenienti dai canali social e dal sito.

Conoscere il proprio pubblico è importante soprattutto per scegliere il tipo di contenuti da condividere e i canali giusti per farlo.

Per comprendere meglio questi aspetti è fondamentale analizzare i dati statistici provenienti dal proprio sito internet e dai canali social.

Grazie allo studio di questi dati si può delineare il profilo del proprio pubblico di riferimento e capire quali sono le piattaforme più indicate per la pubblicazione.

La realizzazione del piano editoriale è un’attività che deve essere svolta con cura e precisione, solo in questo modo garantirà dei buoni risultati.

come deve essere strutturato un buon piano editoriale?

Un buon piano editoriale deve contenere questi elementi:

  • gli argomenti
  • le categorie
  • le keywords
  • le fonti
  • le call to action
  • l’indicazione delle piattaforme sulle quali pubblicare
  • le date e gli orari della pubblicazione

I vari argomenti verranno sviluppati partendo da queste linee guida e verranno poi pubblicati sui vari canali.

È molto importante che tutti i contenuti pubblicati siano in grado di trasmettere i valori del brand utilizzando il tono di voce e le parole che rendono il marchio unico e riconoscibile.

i tool più amati per la creazione del ped

Oltre a un normalissimo foglio Excel, ci sono alcuni strumenti che sono ideali per la gestione e la condivisione del piano editoriale. Fra questi possiamo citare Trello e Asana che sono semplici, intuitivi e ricchi di funzioni e risorse.

Realizzare un piano editoriale presuppone uno studio e un impegno non indifferenti. Tuttavia, questo strumento rappresenta una risorsa fondamentale per rendere la strategia dei contenuti efficace e ben strutturata.

pink notebook
Photo by Ivan Samkov on Pexels.com

Blog aziendale: cos’è, come si fa e perché è importante

Il blog aziendale è uno strumento di marketing che, se ben strutturato, aiuta le aziende a farsi conoscere e trovare dal proprio pubblico.

Come ogni strumento di marketing, il blog aziendale deve integrarsi nella strategia di comunicazione del brand e deve essere gestito con cura.

Il blog è una pagina del sito dell’azienda nel quale pubblicare contenuti e risorse di valore che soddisfino il bisogno di informazioni dei clienti già fidelizzati o dei potenziali clienti.

Perché è importante avere un blog aziendale

Perché è importate creare un blog aziendale? I motivi sono molteplici:

  • Aiuta il brand a farsi trovare tramite i motori di ricerca
  • Aiuta l’azienda a farsi conoscere da un pubblico più ampio
  • Consolida il rapporto di fiducia fra azienda e clienti

Il blog è uno strumento fluido e in continuo aggiornamento che consente al sito aziendale di comparire in modo più frequente nei risultati delle ricerche degli utenti.

Tramite il blog l’azienda condivide contenuti e risorse di valore che possono aiutare i propri clienti o quelli potenziali a soddisfare il proprio bisogno di informazioni.

Il blog è una risorsa importante perché consente di consolidare la relazione con i propri clienti e aiuta l’azienda ad acquisirne di nuovi.

Come si crea un blog aziendale

Come abbiamo anticipato in precedenza, un blog aziendale non deve essere improvvisato. Il blog è parte integrante della strategia di comunicazione e deve essere strutturato con cura. Prima di creare un blog bisogna definire:

  • Obiettivi
  • Pubblico
  • Piano editoriale

Gli obiettivi possono essere di diverso tipo, si può creare il blog aziendale per aumentare il traffico al proprio sito, fidelizzare i propri clienti, acquisire nuovi contatti. Conoscere i propri obiettivi e soprattutto il proprio pubblico è molto importante per sfruttare al meglio questa risorsa.

Una volta definiti gli obiettivi e il proprio pubblico, bisogna poi creare un piano editoriale ben strutturato. Il piano editoriale deve essere curato nei minimi particolari e deve contenere nel dettaglio gli argomenti che verranno trattati nel blog.

Ovviamente gli argomenti e le risorse devono essere pertinenti con l’attività aziendale e devono essere utili per il proprio pubblico di riferimento.

Il blog aziendale non è una vetrina dei propri prodotti, per quello c’è il sito web. Il blog è una fonte di informazioni utili che mettiamo a disposizione del nostro pubblico.

È molto importante che il blog rispetti il tono di voce del brand e ne trasmetta i valori in modo autentico. Il blog, infatti non vive di vita propria ma deve essere integrato nella strategia di comunicazione aziendale.

Cosa pubblicare sul blog

Sul blog si pubblicano articoli o si condividono risorse utili e di valore per il proprio pubblico. Gli argomenti devono essere selezionati con cura dopo aver analizzato le intenzioni di ricerca degli utenti sugli argomenti pertinenti l’attività aziendale.

Il blog ha una funzione informativa e non deve mai essere autoreferenziale. Un blog efficace è ben curato e soprattutto non deve essere mai trascurato.

Per questa ragione è importante definire in modo accurato il piano editoriale e rispettarne le scadenze.

Un blog abbandonato a sé stesso, oltre che inutile, è pessimo biglietto da visita per la propria attività.

blog aziendale: chi lo fa bene

Un esempio virtuoso di blog aziendale è quello di airbnb il noto portale di prenotazioni di alloggi ed esperienze di viaggio. La sezione delle news, costantemente aggiornata, riflette in modo perfetto l’identità e i valori del brand come l’inclusione e l’ecosostenibilità.

Gli articoli, sempre attuali, parlano di accoglienza ma in un’accezione più ampia, coinvolgendo il lettore e avvicinandolo al marchio in modo naturale e senza forzature.

Photo by Jess Bailey Designs on Pexels.com

Storytelling aziendale. Come raccontare la tua storia

Sentiamo parlare spesso di storytelling aziendale e di quanto sia importante per un’azienda raccontarsi al proprio pubblico. Ma cosa significa fare storytelling d’impresa? Perché è così importante? E come si fa?

Cosa significa storytelling

Cosa significa storytelling? Significa raccontare una storia, un percorso che possa coinvolgere ed emozionare il proprio pubblico.

In un paese come l’Italia, dove il patrimonio aziendale è così ricco di valori e tradizione, di qualità e buone pratiche, è molto importante per un’azienda condividere questi valori con i propri clienti.

Perché lo storytelling è importante

Ogni azienda ha una storia unica, autentica, che merita di essere raccontata. Attraverso lo storytelling aziendale si possono comunicare valori, vision e ideali dell’azienda.

Condividendo questo valori attraverso una strategia narrativa ben organizzata, si riesce ad emozionare e coinvolgere i propri utenti.

Con una buona strategia di storytelling il pubblico si immedesima e si avvicina al brand consolidando il rapporto che lo lega ad esso. Attraverso lo storytelling si racconta cosa fa l’azienda, come lo fa e perché lo fa.

come fare storytelling aziendale

Per raccontare la propria storia in modo efficace bisogna conoscerla. Le aziende che hanno a disposizione un archivio storico partono avvantaggiate perché possono attingere a quello.

Foto, brochure, documenti interni, tutto il materiale storico può essere analizzato e catalogato per essere utilizzato nella strategia.

Una buona strategia di storytelling deve partire dalla definizione di obiettivi, target, media, budget e durata. Tutti questi elementi devono poi convergere in una narrazione avvincente e coinvolgente.

Una campagna di storytelling può avere come obiettivo quello di coinvolgere ed emozionare il proprio pubblico avvicinandolo al brand, quello di aumentare le vendite o le visite al proprio sito.

Gli obiettivi possono essere diversi e sono il punto di partenza della strategia.

Una campagna può rivolgersi ai propri utenti o cercare di attirarne di nuovi.

Il budget e la durata possono variare in modo considerevole ma devono sempre essere stabiliti a priori, così come devono essere definiti con criterio i media sui quali verrà pubblicata la campagna.

La narrazione è il fulcro della campagna intorno alla quale converge tutta la strategia. I personaggi, i luoghi, i momenti della narrazione sono cruciali per la buona riuscita della campagna e devono essere definiti con cura.

Ideare una campagna di storytelling non è sicuramente semplice ma, se ben strutturata, può portare numerosi vantaggi all’azienda avvicinandola al proprio pubblico.

esempi virtuosi di storytelling

Un esempio di storytelling fatto bene è Ikea. La pubblicità del Natale per il mercato tedesco è in grado di commuovere ed emozionare anche a distanza di anni.

Ikea riesce ad avvicinare e coinvolgere il proprio pubblico con ogni campagna pubblicitaria perché ogni storia riesce a far leva sulle emozioni degli utenti in modo profondo.

Attraverso la semplicità dei propri messaggi Ikea riesce sempre a trasmettere e condividere i valori che la contraddistinguono e la rendono così speciale.

Un altro esempio virtuoso di storytelling è la campagna di Huawei, per il lancio di un nuovo modello di cellulare, una campagna in grado di emozionare e coinvolgere emotivamente il proprio pubblico avvicinandolo sempre di più al marchio.

Gnu Gnu Huawei
il piccolo Gnu Gnu della pubblicità Huawei

Il demone del tempo, nemico della buona scrittura

Nelle ultime settimane ho frequentato un corso editoriale in correzione di bozze. Ho scelto di seguire questo corso per migliorare la mia capacità di prendermi cura dei miei testi e per acquisire maggiore sensibilità e consapevolezza. Il corso è stato molto impegnativo e ha scardinato alcune mie certezze mettendomi di fronte a limiti ai quali non avevo mai pensato. Un programma duro, impegnativo, con insegnanti esigenti ma anche molto generosi che hanno saputo trasmettermi tutta la loro passione.

Dopo questa esperienza non riuscirò più a guardare un testo o un libro con gli stessi occhi. Questo corso mi ha dato la conferma di una cosa che già sapevo. Il demone del tempo, che ci impone di fare le cose di fretta e in modo superficiale è il primo nemico della buona scrittura.

Non avere abbastanza tempo per prendersi cura dei propri testi non può portare al confezionamento di un prodotto di qualità. Quando si scrive bisogna avere il tempo necessario per staccarsi dal testo, rileggerlo, correggerlo e rileggerlo ancora. Il lavoro di correzione e di editing è fondamentale per evitare la sciatteria che una scrittura veloce e approssimativa può creare.

In un mondo che corre alla velocità della luce, con le deadline che incombono, creare testi di valore è sempre più difficile. Una valida alleata è la pianificazione. Creare un calendario editoriale con i contenuti da pubblicare, organizzare la scrittura in maniera ordinata seguendo una scaletta, sono passi importanti perché consentono di dare una valida struttura al testo.

Dopo settimane di fuoco durante le quali mi sono divisa fra lunghe lezioni serali, esercitazioni durissime e il tentativo di seguire il programma, ora mi trovo di fronte a una nuova consapevolezza. Le cose importanti richiedono tempo, fatica, impegno. Nella scrittura come in ogni altro ambito non si può improvvisare. Solo con passione, ma anche tanta disciplina e impegno si possono creare testi di qualità e si può combattere l’impoverimento culturale che sembra caratterizzare il nostro tempo.

scrittura

Creare contenuti che mettano le persone al centro

Una questione che mi sta molto a cuore, e che sto cercando di approfondire, è quella della creazione di contenuti “user centered”, contenuti che mettano le persone al centro. Quando si scrive bisogna farlo pensando alle persone destinatarie del messaggio. Se non ci mettiamo nei panni di chi leggerà i nostri contenuti mancherà un requisito fondamentale per fare bene il nostro lavoro.

Quando si progettano contenuti, bisogna mettere al centro i bisogni e le caratteristiche di chi ci leggerà, solo così si potrà confezionare un argomento di qualità. Per raggiungere questo obiettivo, bisogna lavorare molto sulla scelta delle parole per adottare un linguaggio che sia il più onesto e inclusivo possibile.

Nella creazione dei nostri contenuti dobbiamo tenere conto che chi ci leggerà può non conoscere l’argomento o può non avere una scolarizzazione elevata. I contenuti che creiamo devono essere chiari, semplici e inclusivi.

Quando creiamo contenuti digitali dall’altra parte c’è una persona che deve avere la possibilità di leggere e comprendere con facilità ciò che abbiamo scritto senza sentirsi esclusa o frustrata. Noi tutti viviamo di emozioni e queste si manifestano anche mentre navighiamo su un sito internet, ci iscriviamo a una newsletter o compiliamo una pratica burocratica.

Nella progettazione di contenuti dobbiamo tenere conto di queste emozioni, dobbiamo guidare la persona che ci legge, anticipando le sue emozioni e rassicurandola. Solo in questo modo la sua esperienza sarà fluida e senza problemi. Questo significa creare contenuti di valore con le persone al centro.

Per raggiungere questo obiettivo bisogna usare un linguaggio semplice e il più inclusivo possibile accompagnando la persona che leggerà il nostro contenuto in un viaggio fluido e senza interruzioni.

La lunga strada verso una scrittura consapevole

Ho sempre avuto l’esigenza di scrivere, sin da bambina. Scrivevo poesie, racconti, lettere, un diario quotidiano. E accanto alla scrittura c’era la lettura e il disegno. I libri sono da sempre una grande passione, le biblioteche luoghi d’incanto che mi riempiono gli occhi. A volte sono stata anche derisa per questo, sono stata considerata un po’ strana perché passavo tante ore a leggere. Leggere e sognare.

Con il passare degli anni ho scritto e letto sempre meno. Queste attività erano relegate alle esigenze di studio e di lavoro. Non ho scritto più per passione, non leggevo più per diletto. Non avevo più tempo. Poi c’è stato il cambiamento, un momento in cui la bambina che ero si è riappropriata di me. Non ne sono stata subito consapevole, ma l’esigenza di scrivere, leggere e costruire qualcosa con le mie mani è diventata un bisogno che mi ha travolta completamente.

La decisione di trasformare questa passione in un lavoro mi ha colto un po’ alla sprovvista e mi sono chiesta perché non ci avessi pensato prima. La risposta non è semplice, viene forse dal contesto culturale in cui sono cresciuta, dove si badava più alla concretezza di un lavoro e non c’era spazio per i sogni.

Alla mia età mi sono ritrovata a ricominciare da zero. Quando si scrive per professione, saper scrivere bene non basta. La strada per una scrittura professionale, inclusiva ed etica è lunga e non è semplice.

Sto investendo molto nella mia formazione cercando di approfondire i temi che mi stanno più a cuore e sto cercando anche di lavorare su alcuni aspetti della mia scrittura che meritano di essere migliorati. Quando ho cominciato le prime collaborazioni ho dovuto dar fondo a tutta la mia intraprendenza e alle mie poche conoscenze informatiche per consegnare un buon lavoro ai miei clienti.

Non è stato facile, ma a poco a poco, studiando, leggendo e scrivendo ogni giorno la confusione che avevo in testa ha cominciato a dissiparsi. Ho seguito un corso per copywriter molto bello, intenso e pratico. Poi ci sono stati i webinar online, gli eventi del settore, la lettura quotidiana di articoli e blog sulla scrittura e a breve inizierò un corso di correzione di bozze per affinare ulteriormente la mia penna.

La strada per una scrittura buona e consapevole è lunga e credo che sarà anche infinita, in fondo il bello di essere artigiani delle parole è anche questo, la lingua cambia, evolve e bisogna adattarsi a lei. Non c’è mai un momento di arrivo, ma un unico splendido viaggio.

La cura del testo

Da quando mi occupo di scrittura non riesco più a guardare un testo con gli stessi occhi di prima. Che stia compilando un modulo di iscrizione a una newsletter, o sia impegnata in una complicata pratica burocratica online, non faccio altro che scrutare apostrofi, accenti o chiedermi come avrei riformulato una frase per renderla più comprensibile.

La scrittura ti insegna questo, a prenderti cura del testo, a utilizzare un linguaggio più semplice e inclusivo, a scegliere con attenzione le parole per rendere il testo fluido, scorrevole. Creare testi curati è una pratica che richiede tempo, pazienza e dedizione.

La fretta è nemica della buona scrittura. Le parole richiedono attenzione e dedizione. Da quando ho riscoperto l’amore per la scrittura e la bellezza della nostra lingua leggo in maniera diversa, più consapevole.

Un testo può emozionare, coinvolgere, far provare sensazioni. Per questo la cura del testo è importante, per trasmettere un messaggio chiaro scegliendo un linguaggio semplice, inclusivo e comprensibile.

Amata scrittura

“Scrivere è come correre da un innamorato” Dacia Maraini

Quest’estate ho trascorso le vacanze nella casa di famiglia al mare, un luogo isolato, tranquillo, il posto ideale dove scrivere, leggere, studiare e raccogliere le idee.

Avevo un programma ben definito, i libri di approfondimento sulla scrittura, i libri dell’università, il piano editoriale degli articoli e dei post da pubblicare e il libro “Amata scrittura” di Dacia Maraini. In questo libro Dacia Maraini parla del mestiere di scrivere coinvolgendo altri scrittori nell’analisi di questa meravigliosa arte.

“La scrittura è prima di tutto lavoro sulle parole, sul ritmo” e ancora, “La scrittura è un piacere e nello stesso tempo un bisogno”.

Chi scrive si ritrova in queste pagine, si riconosce nell’esigenza di scrivere come terapia, come rimedio contro la solitudine, come bisogno impellente di trasferire i pensieri su carta. Questa è stata un’estate particolare, un’estate di silenzio e di ricerca, di quaderni riempiti con pensieri, di frasi sottolineate con pastelli colorati, di note prese ai margini dei libri.

Un’estate di sole, di mare, di ritorno alla natura e alle cose semplici, di caffè sorseggiati in veranda, di ortaggi raccolti nell’orto e di pane caldo acquistato vicino casa. Non sono pronta per tornare a casa, vorrei restare qui, immobile, sospesa, a leggere, scrivere e pensare.

Il viaggio per mare o per terra rappresenta una sorta di sospensione della nostra vita che in certi momenti può risultare insopportabile” Dacia Maraini