Il mondo che verrà

Credevo fosse solo una mia sensazione, credevo fosse un mio problema non sostenere più certi ritmi, non riuscire più a stare al passo. Da diversi mesi ho una visione diversa della società e della mia vita. Non mi ritrovo più in questo mondo che ci rende schiavi del sistema, vittime del consumismo, aridi, aggressivi. Negli ultimi tempi questa vita spesa nel grigiore della città, nel traffico e fra le quattro mura di un ufficio la definivo “una vita che non merita di essere vissuta“. Credevo fosse solo un mio problema ma sentivo che anche altre persone avevano la stessa sensazione, che nonostante stessimo correndo dietro riunioni , telefonate, mail e scadenze, non riuscivamo a stare al passo, sempre in affanno per arrivare distrutti all’agognato week end. Poi tutto si è fermato. Le città si sono svuotate, il telefono ha iniziato a squillare poco e arrivavano sempre meno mail. Abbiamo chiuso l’ufficio e mi sono ritrovata a salutare il portiere dello stabile e il tabaccaio con un sorriso tirato. Dentro di me pensavo, speriamo di rivederci. Lavorare da casa è un po’ complicato, faccio le cose lentamente, mi sento subito stanca e vado in ansia per ogni cosa. Poi però ci sono gli aspetti positivi, ho più tempo per leggere, scrivere, studiare e riesco a fare attività fisica ogni giorno. Il silenzio è assordante ma vedo che la natura incurante va avanti. Le anatre passeggiano sul Lungotevere, gli animali ripopolano boschi e parchi, il mare, i fiumi e i canali sono più limpidi e diminuisce l’effetto serra. Forse siamo noi il virus di questo mondo e la natura ci ha inviato un messaggio. Dovevamo fermarci. Spero che quando torneremo al mondo lo faremo con più rispetto per la natura ma anche per noi stessi. Mi auguro che non vivremo più una vita fatta solo di doveri per appagare la nostra sete di denaro e la brama di consumismo. A cosa servono decine di scarpe e vestiti negli armadi o l’ultimo modello di smartphone? A nulla. Impariamo a vivere con poco, a coltivare la terra , a donare un dolce al vicino di casa e ricevere in cambio del pane. Impariamo a godere delle piccole cose. Puoi correre quanto vuoi per lavorare, guadagnare, comprare una casa più grande o un’auto più veloce, ma alla fine il tempo e l’aria che respiriamo non è in vendita. Oggi abbiamo forse l’ultima possibilità di guardarci dentro e invertire la rotta. Forse domani non avremo più questa opportunità.

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